Le vesti liturgiche hanno da sempre svolto un ruolo importante nella liturgia cristiana, sia nella preghiera corale che nella celebrazione dell’Eucaristia. Esse hanno una funzione non solo estetica ma anche simbolica e catechetica, essendo i paramenti segni coadiutori importanti del segno liturgico che costituisce il celebrante, il sacerdote, che agisce in persona Christi. Per questo fin dall’inizio e nei secoli si è trasmessa e sviluppata la cura e la bellezza di questi paramenti, e anche il Concilio Vaticano II, e il Magistero successivo, ne ha ricordato l’importanza e il significato.

Le Benedettine di Priscilla, oltre alla custodia delle Catacombe da cui prendono il nome, hanno fin dall’inizio e negli anni portato avanti questa tradizione di confezionare paramenti liturgici. Ancora oggi le monache lavorano nel laboratorio, in un clima di silenzio e di preghiera, seguendo ogni tappa della produzione di tali vesti. Tra i ricami proposti, vi sono alcuni dei simboli dell’arte paleocristiana che si trovano nelle Catacombe di Priscilla, come il pesce e il pavone. Anche la sobrietà che caratterizza le loro vesti liturgiche riflette lo stile delle prime comunità cristiane.

Le casule e le stole da loro prodotte sono tutte confezionate e rifinite totalmente a mano (anche l’orlo), con grande cura. Anche i ricami sono tutti fatti a mano, con filo mouliné e seta, su richiesta anche con oro vero, e sono rifiniti con antiche tecniche; alcuni dei disegni usati sono quelli che le prime sorelle avevano ideato e che si sono trasmesse da una generazione all’altra. Le casule non sono foderate perché i ricami sono rifiniti anche sul retro. I tessuti sono fatti per le monache in esclusiva e i materiali utilizzati sono tutti ecologici: lana, seta e oro lurex che non annerisce con il passare del tempo.

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