Monsignor Belvederi

Sacerdote bolognese Giulio Belvederi, archeologo e uomo di profonda spiritualità, chiamato a Roma dal Papa Pio XI per la costruzione del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, delle case custodi delle catacombe che venivano aperte al pubblico, e per avvicinare i cristiani a queste testimonianze della fede primitiva e ravvivarli nella carità. Egli ha dato alle sue figlie, come guida di vita, la regola benedettina come la più aderente allo spirito del Vangelo e alla vita apostolica nella sua semplicità. Preghiera e lavoro, vita incentrata sulla lode di Dio nella celebrazione della Messa e dell’Ufficio divino; lavoro a servizio della Chiesa svolto nell’ambito della casa religiosa nell’umiltà e nella gioia di una vita veramente fraterna.

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Nacque a Bologna il 3 aprile 1882 da Luigi e dalla contessa Vittoria Delfini Dosi. Secondo di nove fratelli, prese la decisione di farsi sacerdote dopo la licenza liceale classica conseguita presso il Collegio San Luigi di Bologna retto dai barnabiti. Ai genitori la notizia fu comunicata dallo zio materno, il cardinale vicario Pietro Respighi, che li rassicurò sulla fondatezza della vocazione del figlio. Entrò così nel 1900 nel seminario Pio di Roma, dove ebbe come compagno di studi Angelo Giuseppe Roncalli.

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Fu ordinato sacerdote il 17 dicembre 1904 dallo zio cardinale. Nel 1905 si laureò in sacra teologia, mentre frequentava i corsi di diritto all’Apollinare. Chiamato poco dopo a Bologna come segretario del cardinale Domenico Svampa, rimase al suo servizio fino alla morte del porporato, avvenuta nel 1907. Insegnò poi Sacra Scrittura ed ebraico nel Seminario diocesano, continuando a coltivare la passione per l’archeologia. Fu, inoltre, per diversi anni redattore de “L’Avvenire d’Italia”. Nel dopoguerra Belvederi continuò la sua attività culturale e di insegnamento, oltre che come guida spirituale degli studenti e degli universitari cattolici: proprio quest’ultima attività lo portò ad entrare in relazione con la giovane Margherita Marchi, che divenne sua figlia spirituale e che collaborò con lui alla fondazione della Comunità delle Benedettine di Priscilla.

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